Pixels

Adam Sandler aveva bisogno di una spinta dopo i suoi ultimi, disastrosi, film. Nonostante una buona prova in Men, Womend & Children, ultimo film di Jason Reitman, ormai dimenticato da Hollywood, Sandler decide di produrre anche Pixles, film tratto da un cortometraggio francese del 2010.
La trama è quanto di più semplice, una capsula contenente tutta la cultura pop viene mandata nello spazio nel 1982. A distanza di anni una civiltà aliena riceve questa capsula e vedendo i videogiochi dell’epoca, Pac-Man, Donkey Kong, pensa sia una dichiarazione di guerra, così decide di raggiungere il pianeta da cui hanno ricevuto il messaggio per dichiarargli guerra con i famosi personaggi dei videogiochi. Da qui, appunto, Pixels.

Chris Columbus, che sembra molto invecchiato, non riesce a star dietro a tutta la narrazione, segue con una regia stanca, la stessa con cui portò al cinema il mediocre Percy Jackson (idea e romanzi interessanti, ma realizzati veramente male su grande schermo).
Pixels è un ibrido che si avvicina più al più famoso Ghostbusters, cerca un’identità che non riesce a trovare facilmente e quindi si aiuta con le classiche gag demenziali portate avanti dal tipico cittadino idiota americano. Addirittura qui abbiamo uno dei componenti del team nerd che è lo stesso Presidente degli Stati Uniti che ha difficiltà anche a leggere. Insomma, cercando di calcare sull’effetto nostalgia di quei bei Pixels a cui, i più fortunati, lo scrivente incluso, ha avuto modo di giocare sul famosissimo NES.

Di contro però c’è la contraddizione di puntare sulla nostalgia ma con attori prettamente ‘attuali’: Sandler è seguito specialmente da una massa di ragazzi che probabilmente sono nati solo negli anni 90 e quindi troppo giovani per aver provato le esperienze pixelose degli anni 80, ma forse qui si pecca di spocchiosità.
Tra una serie di effetti speciali veramente notevole, la partita a Pac-Man con le Mini (forse la sequenza migliore di tutto il film), il resto si perde in un bicchiere d’acqua del classico film action-comedy, ma con questo inserimento videoludico.
Qui emerge una piccola riflessione, nel pieno di questi cinefumetti che continuano ad arrivare a raffica al cinema, è da molto che non si portano franchise videoludici al cinema. Ci hanno provato in tanti, ma personalmente solo due sono degni di una visione (il primo Resident Evil e il primo Silent Hill, quest’ultimo forse il miglior film tratto da un videogioco), il resto si può allegramente buttare via: che questo Pixels cerchi di rilanciare il videogioco al cinema? Il film su Assassin’s Credd con Fassbender forse potrebbe essere la risposta.

Voto finale: 6,5/10

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