The Revenant – Redivivo

Film di punta ai prossimi Premi Oscar 2016, il nuovo film del regista messicano Inarritu spezza di nuovo critica e pubblico.
Difficile entrare nei piani e nei pensieri del regista nel voler realizzare un prodotto del genere, quasi quanto capirne il fine. Se il precedente Birdman, nei suoi 120 minuti aveva un impiano narratico e registico sorprendente, quest’ultimo veniva messo troppo in risalto, quasi a ‘masturbarsi’ sulla possibilità di fare un film tutto in un unico (e finto) piano sequenza.

The Revenant procede esattamente su questo aspetto, cancellando totalmente la parte narrativa: 150 minuti per un ‘semplicissimo’ revenge movie (per canoni e stile, siamo lontani dal western) che dura essenzialmente troppo ed è solamente una prova che ha il fine di aggiungere al curriculum l’ennesimo grande lavoro tecnico del duo Inarritu-Lubezki (suo fidato direttore della fotografia).
DiCaprio scopriamo non avere lo stesso talento nel far recitare il suo corpo. La sua interpretazione è praticamente muta, è tutto un gioco di sguardi, visioni, urla e strette di denti.

Paradossalmente, la sua nemesi, l’uomo che sarà il motivo della sua vendetta, Tom Hardy, è caratterizzato nel dettaglio, cinico, bastardo, ed ha il giusto motivo per esserlo.
Uno di quei casi dove la forma è il contenuto, ma questa forma ci risulta troppo finta, troppo patinata. Più di 140 milioni di dollari di budget perchè regista e direttore della fotografia volevano quella scena in quel determinato modo.
Questione DiCaprio e Oscar: sicuramente vincerà l’ambita statuetta, ma davvero ne ha bisogno? DiCaprio è un grandissimo attore ma la vittoria di un premio non ne sancisce la bravura (Paul Newman ha vinto il premio Oscar soltanto in età avanzata eppure rimarrà nella storia come uno dei più grandi attori che abbiamo avuto, non per il premio Oscar), ma qui, la recitazione nulla ne azzera il talento che conosciamo e lo rende protagonista di un teatrino costruito a pennello solo per togliere quel dente, che importa più al pubblico del web che l’attore stesso, fargli vincere l’Oscar.
Il web esulterà, mentre DiCaprio avrà un fermacarte in più.

Alla fine cosa resta? Un grandissimo film, a discapito di quello detto sarebbe da matti catalogare The Revenant come un brutto film, tecnicamente è un lavoro di altissimo livello. Così alto che senti la puzza della falsità del prodotto a distanza.
Un incubo che si preannunciava già dalla masturbazione tecnica che avveniva in Birdman ma qui trova la sua unica via, in un racconto strettamente legato alla realizzazione tecnica.
Il grande dubbio derivano anche dalle scene di chiara ispirazione Malickiana che sembrano essere, anch’esse, realizzate per un approccio poetico che lo stesso Inarritu non sembra sappia come realizzare, riducendo tutto a visioni e suggestioni della natura.
L’Inarritu di Babel era sicuramente più incisivo e emozionante.

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