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2015, Film, Recensione

The Visit

Ci siamo divertiti dal 2006 a lanciare pomodori sullo schermo e riempirlo di pernacchie e, personalmente, ancora non riesco a perdornargli porcate come E venne il giorno, ma dopo il disastroso After Earth e la cancellazione della serie tv Wayward Pines (produttore e regista di un episodio) sembrava veramente finitia per il “nuovo Steven Spielberg” Shyamalan.

Jason Blum, nuovo Re Mida dei produttori Hollywoodiani, decide di lanciargli l’ultima ancora di salvezza, 5 milioni di dollari, found footage e la possibilità di ‘redimersi’ e incredibilmente, Shyamalan non sforna un capolavoro, ma un film che a paragone con la sua filmografia degli ultimi dieci anni, è veramente qualcosa di incredibile e sorprendente.
O se vista dall’altra parte, come ha fatto ha fare due film grandiosi (ancor più de Il Sesto Senso, il vero capolavoro di Shyamalan che per comodità chiameremo Shy, è Unbreakable – Il predestinato) ad inizio carriera per poi perdersi nel mare della mediocrità?

The Visit forse non vince per qualità, specialmente per la tecnica del found footage che se all’inizio era una bella scoperta, ora è veramente abusato e il circuito cinematografico vive una vera saturazione di questi film, ma dimostra una solida tecnica nel creare tensione senza scendere nel ridicolo e, nonostante le pernacchie, uno stile narrativo che il buon Shy porta avanti costantemente, ovvero quello della fiaba.

Ancor più, The Visit, dove i protagonisti sono due bambini che dovranno passare una settimana con i nonni materni che sembrano nascondere un temibile segreto, si avvicina moltissimo a fiabe come Hansel e Gretel (storica fiaba tedesca riportata dai fratelli Grimm) o ad una firma precedente sul soggetto di Devil, film interessante, dello stesso Shy: avvenimenti inspiegabili o terrificanti atti a redimere i protagonisti o aiutarli a voltare pagina. Affrontare quel segreto, quel demone, sarà per loro cambiare pagina, come succederà ai due fratelli.

The Visit è un buonissimo film che speriamo possa rimettere sulla buona strada un regista che abbiamo bisogno di capire se è veramente un talento o soltanto un fuoco di paglia.
Al prossimo film Shy. La spada di Damocle è sempre sopra la tua testa

Voto finale: 6,5/10

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