//
stai leggendo...
2015, Film, Recensione

Mission Impossible: Rogue Nation

Dal terzo capitolo in avanti, la saga di Mission Impossible è stata portata avanti, voluta e prodotta dallo stesso Tom Cruise. In una realtà cinematografica dove molti attori cercano di essere ricordati o avvicinare il loro volto ad alcune saghe o serie di film (complici il modus operandi dei cinefumetti) evidentemente anche il tanto odiato/amato Tom Cruise ha voluto portare avanti una saga che almeno con i primi due capitoli, rispettivamente diretti da De Palma il primo e John Woo il secondo, aveva dato molte conferme e incassato centinaia di milioni di dollari.

Dal terzo capitolo in poi, la saga sembra voler parlare molto di più delle spie che delle missioni impossibili e questo quinto capitolo continua quel filone narrativo che, nonostante ogni film puo’ essere considerato unico, senza la necessarietà di vedere i precedenti, era iniziato un paio di pellicole dietro.
C’è sempre Ethan Hunt, la IMF smantellata e quella minaccia del Sindacato, giusto accennata nel precedente Protocollo Fantasma, ora è concreta e minaccia i classici piani terroristici su scala globale.
I toni (e i temi) sembrano avvicinarsi di più ai primi due film della saga. C’è più raffinatezza nelle scene d’azione e non si cerca il costante rapporto Davide contro Golia che si era visto in Protocollo Fantasma (che piaccia o no).

Forse per il target a cui fa riferimento o per questioni produttive, la saga di Mission Impossible ha quel perenne difetto di non costruire delle minacce veramente oscure. Anche qui il Sindacato, un’organizzazione formata da tantissimi ex membri dei servizi segreti di ogni parte del mondo, si mostra solo tramite la faccia di Sean Harris, ma non è abbastanza. Lo spettatore rimane inerme aspettando la chiara conclusione positiva e la classica vittoria dell’eroe, nonostante l’inserimento di alcuni personaggi, come la partner femminile Ilsa Faust, ex agente senza agenzia e senza patria, potevano essere il traino per affrontare temi più intriganti e regalare uno spettacolo unico.
Anche qui, Rogue Nation manca di quella pressione oscura, quel mettere contro un muro i protagonisti e farci tenere in ansia per loro.
Probabilmente il loro target di ‘film per famiglie’ gli impedisce di avvicinarsi a progetti di un certo spessore e oscuri come Skyfall.

Voto finale: 7/10

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Articoli più letti

Archivio

Lettori

  • 8,216
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: