True Story

Nell’Oregon, Chris (James Franco) uccide la moglie e le sue tre figlie. Quando viene catturato in Messico, si presenta come Michael Finkel.
Michael Finkel (Jonah Hill) in realtà è un giornalista del New York Times che a causa di un reportage che sembra narrare il falso di una realtà africana, viene licenziato e si ritrova tra le mani la notizia che qualcuno si è spacciato per lui.
Perchè?

Rupert Goold, dirige e sceneggia la sua opera prima, presentata al Sundance Film Festival e pone all’attenzione dello spettatore la domanda fatta precedente: perchè una persona dovrebbe spacciarsi per una firma abbastanza nota dell’editoria statunitense? Lo stesso giornalista cerca delle risposte e si troverà in un perverso gioco psicologico messo in atto dallo stesso Chris: entrambi si mostreranno come lo specchio dell’altro o il contenitore di un pregio che uno invidia dell’altro.
Figlio di film ‘alla’ Bennett Miller, True Story ha la prepotenza di voler raccontare tante sfaccettature di una storia, una storia vera in tutti i sensi, che in realtà ha un singolo messaggio da narrare: lo scontro, il rispecchiamento e la personalità che in qualche modo, viene trasmessa da uno all’altro e viceversa.
Questo gioco di interpretazione dell’altro arriva a scoprirsi andando avanti con la narrazione, Chris scoprirà le carte e forse la sincerità, quella che Michael ha sempre chiesto di avere, non è nella personalità schizzata e assassina di Chris.

Le reazioni di Michael sono forse esagerate ma frutto di un gioco perverso di cui entra con tutte le scarpe e a cui solo la fidanzata, Jill (Felicity Jones), osservando dall’esterno, riesce a vedere le cose come stanno: Chris è uno psicopatico e nel suo grande spettacolo teatrale, Michael è solo un burattino.

Goold ha la presunzione di presentare un film che vorrebbe avere tante sfaccettature narrative e interpretative, come le diverse realtà narrate dal Chris, ma si rivela una storia che viaggia per arrivare ad un unico punto. Tutto narrato molto bene anche grazie alle ottime interpretazioni di Jonah Hill e James Franco e anche il piccolo assolo della Jones, ma oltre quello, il film non riesce ad andare.

Voto finale: 6,5/10

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