Poltergeist

  Nel mondo del cinema, in special modo dallo spettatore che guarda e rende il prodotto cinematografico realtà, dato che di natura il cinema è pura finzione, si inserisce il contesto del fan di un film o del suo genere e/o autore esponente. Nel corso degli anni il fan si è trasmormato in nerd per cui “il vecchio è meglio del nuovo” tanto per citare la Dadina della Grande Bellezza di Sorrentino, quindi l’ondata di remake, sequel e prequel che negli ultimi anni sembra essere la cura contro la mancanza di idee a Hollywood, trova sempre più detrattori, ma l’opera, qualunque essa sia, deve essere giudicata per quello che è: la questione di derivazioni, fonti o “tratto da” è solo un falso problema.

Poltergeist aveva (si usa già il passato) una buona base per essere un buon film, regista mestierante, prodotto da Sam Raimi e con attore protagonista Sam Rockwell, ma ci siamo ritrovati davanti l’ennesimo remake di un classico cult degli anni ’80 assolutamente snaturato, inserito in una narrazione ormai digitalizzata che porta lo spettatore necessariamente a rimpiangere l’originale.
Poltergeist si inserisce in quel limbo, che aumenta anno dopo anno, di film horror mediocri, basati tutti sul jumpscare, alcune volte costruendo anche una buona tensione attorno a questo, ma mancando proprio di una contestualizzazione.

Tutto il film è un susseguirsi si situazioni, montate anche male, personaggi veramente antipatici tra cui spicca proprio lui, Sam Rockwell che passa da momenti di euforia e stupidità a momenti da vero duro o amerovole padre di famiglia. L’assenza di un’atmosfera a contornare il film è forse il problema principale, allontana lo spettatore presentando un film freddo, il mondo digitalizzato torna e rende il televisore con cui entra in contatto la bambina (scena iconica del film) a un semplice televisore piatto a cristalli liquidi, il segnale assente povero, freddo, indiretto.
La ciliegina sulla torta sono gli ultimi quindi minuti del film dove il racconto sembra trasformarsi in un film parodia dello stesso Poltergeist.
Ci sono remake riusciti per determinati motivi, contestualizzazioni diverse delle storie, chiari rimandi al film originale (vedi il remake de La Casa e il prequel/remake di La Cosa), ma Poltergeist si inserisce in quel filone di remake realizzati male e senza cuore.
A questo aggiungete anche un massiccio taglio di scene che portano moltissimi dubbi nello spettatore, in quanto la narrazione è più volte fastidiosamente spezzata e incoerente con la scena precedente o successiva.
Articolo pubblicato su OverNewsMagazine.com

Voto finale: 4/10

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