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2015, Film, Recensione

Jurassic World

Abbiamo sentito dire tantissime cose su Jurassic World, nonostante il film ancora doveva approdare nelle nostre sale cinematografiche: ridondante, stupido, idiota, indecente, inutile, offensivo.

Jurassic World non è nulla di questo, o almeno i suoi difetti non si estendono alle parole citate prima.
Ambientato 20 anni dopo i fatti di Jurassic Park e annullando, ideologicamente, i due sequel, Il mondo perduto e Jurassic Park 3, Jurassic World ci tuffa ancora su Isla Nubar. Il sogno di John Hammond, di creare un parco a tema giurassico, si è avverato, tutto funziona perfettamente e non ci sono incidente mortali. Ma i visitatori vogliono di più, così si pensa a ‘creare’ un ibrido, un dinosauro creato incrociando diverse specie di dinosauro.
Il risultato sarà un ibrido intelligente che scapperà dal recinto e comincierà ad uccidere qualunque cosa trovi davanti gli occhi, umani o dinosauri che siano.

Nato sotto circostanze non favorevoli, visto il feedback ottenuto dai diversi trailer, Jurassic World trova un’altra dimensione di critica, il romanzo originale di Michael Crichton. Quello che Spielberg non ha preso per il suo Jurassic Park, viene preso qui e messo in scena. La critica del film offensivo con tanto di “Crichton si starà rivoltando nella tomba” va ad annullarsi, il materiale è partorito dalla mente dello scrittore che ha ispirato Spielberg a portare il romanzo al cinema, quindi dov’è l’errore?
Come successo con altri romanzi di Cricthon, le sue versioni cinematografiche non sono state molto fortunate. Solo Jurassic Park di Spielberg ha avuto un successo mondiale, quasi inaspettato; questo perchè il regista ha scelto bene cosa prendere dalla fonte originale e malleare il tutto per ottenere il classico film Spielberghiano. Qui si prendono gli altri aspetti lasciati, per portarli su schermo.
Il difetto è qui, la non professionalità nel gestire del temi del genere, la voglia di sorprendere ma la costante caduta in qualcosa di già visto o in scene che non si spiegano perfettamente allo spettatore. Trevorrow, regista della pellicola, spinge sempre sull’accelleratore, riesce a gestire bene i tempi ma la resa finale dei momenti più importanti del film lasciano a desiderare.

Un flop su tutta la linea? Assolutamente no.
Come ogni prodotto cinematografico (in particolar modo prodotto sia nostalgico che commerciale) è soggetto a critiche e lodi e in Jurassic World vivono entrambi.
Un film da vedere per capire a che tipo di pubblico può piacere, attirando l’attenzione dei vecchi fan (prodotto nostalgico) e presentarsi ai giovani che non hanno vissutto gli anni dei primi tre Jurassic Park (commerciale).

Voto finale: 6/10

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