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2015, Film, Recensione

Fury

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 <<Ideals are peaceful, history is violent>>

Fury è un film che ha avuto una distribuzione italiana travagliata: inizialmente acquistato dalla Moviemax Italia e programmato nei cinema italiani per il 29 gennaio, viene bloccato due giorni prima dal tribunale di Milano che decreta il fallimento della casa di distribuzione. Così del film si perde traccia, ma dato il progetto, l’ottimo riscontro boxoffice/critica negli Stati Uniti, si muove la Lucky Red che acquista i diritti della pellicola di David Ayer e fissa la nuova data: 3 giugno.

Vale la pena vedere questo nuovo film con protagonisa Brad Pitt e alla regia Ayer che in questi giorni sta girando il film sulla Suicide Squad? Assolutamente sì.
I canoni per cui questo film si ritaglia un bel posticino nel genere sono molteplici: David Ayer gira con cura, non lascia nulla al caso ed essendo un ex marine e appassionato del mondo militare (come dimostrato con il recente End of Watch – Tolleranza zero), scrive una sceneggiatura piena, 130 minuti dove il grande cast (Pitt, LaBeouf, Lerman, Peña e Bernthal) non risulta soffocato, lasciando ad ognuno una propria caratterizzazione e il proprio assolo personale.
Tutti sono convincenti nei ruoli, proprio grazie ad una personalità che viene svelata tramite gesti, forse qualcosa rimane ancora nascosto, ma non necessario. In periodo di conflitto, le emozioni come alcuni fantasmi, sono sentimenti tanto potenti quanto pericolosi. Lo sa Brad “Wardaddy” Pitt mentre istruisce la nuova recluta, insieme al suo fidato team.

Lode d’onore alla colonna sonora di Steven Price. Forse piena di qualche campione preso dalla sua colonna sonora premiata con l’Oscar, Gravity, ma riesce a racchiudere, specialmente nella prima traccia, Aprile 1945 che ascolteremo durante i primi minuti del film, il cuore del film.

Come era il tenento Aldo Raine, sempre interpretato da Pitt in Bastardi senza Gloria (interessante le analogie tra i due, entrambi in giro per l’Europa ad uccidere nazisti) la missione del gruppo nella Germania ormai caduta è di farsi avanti combattendo le ultime truppe tedesche. La guerra è vicina alla fine (siamo a metà aprile 1945, Hitler si suiciderà il 30 aprile) ma le battaglie personali di ognuno dei soldati che guidano e ‘abitano’ dentro Fury, il tank in questione, sono ancora vive. Ci domandiamo cosa faranno queste persone finite la guerra, mentre ci addestrano ad uccidere, perchè “uccidi o verrai ucciso”, agli orrori che ogni conflitto comporta, ma anche chi sono gli uomini che hanno combattuto e risolto la seconda Guerra Mondiale; interessante l’inserimento del personaggio di Peña, a indicare di come la guerra degli americani è stata combattuta anche da persone non statunitensi al 100%.
Seguendo la scia tecnica, sonora e narrativa di Salvate il soldato Ryan, Fury si ritaglia una fetta interessante, non passando inosservato e stupendo per il suo non voler marcare su morali già scritte, puntando ad un prodotto più action ma non tralasciando “l’epicità” storica di cui si narra.

Voto finale: 7,5/10

Titoli citati e/o consigliati:
Salvate il soldato Ryan – DvdBluray
Fury Soundtrack di Steven Price
Bastardi senza Gloria – DvdBluray

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