Run All Night – Una notte per sopravvivere

Di nuovo insieme per il terzo film, il regista spagnolo Jaume Collet-Serra e l’attuale Re degli action movie Liam Neeson, si incontrano dopo Unknown e Non-Stop e realizzano Run All Night – Una notte per sopravviere, forse il migliore di questa accoppiata, dove oltre al classico action movie, si cerca anche un giusto equilibrio narrativo.

Jimmy Conlon (Neeson) è un ex killer che ha lavorato molti anni per il boss, e amico, Shawn Maguire (Ed Herris), ma i peccati dei padri sono destinati a ricadere sui figli ed è così che Jimmy si troverà nella situazione di tradire la sua ‘famiglia’ per dedicarsi a quella vera, il suo unico figlio, che non vede da anni per diversi problemi, ma ora è nel mirino di Shawn e Jimmy dovrà proteggerlo per l’intera durata della notte e attendere l’alba, momento in cui, forse, potrà sistemare le cose.

Sceneggiato dallo sceneggiatore di Il fuoco della vendetta – Out of the furnace, Run all night riesce a sorprendere perchè, consapevole della saturazione del genere e dell’utilizzo del personaggio di Liam Neeson in questi film, cerca di allargare gli orizzonti, far respirare il film con l’aggiunta di nomi interessanti nel cast, dare un assolo personale ad ognuno di questi e quindi rendere il film completo, articolato, interessante.
Common, Joel Kinnaman, Nick Nolte e Vincent D’Onofrio vanno ad arricchire i personaggi di Liam Neeson e Ed Harris, rendendo il prodotto sì piacevole di una visione con i suoi 110 minuti che scivolano via senza problemi, inoltre esplora una storia che come abbiamo già visto ne Il fuoco della vendetta, riesce a dare una cornice migliore quando l’uomo incontra il peccato e le sue conseguenze, i rimorsi del passato e la falsa appartenenza a una società alta, specchio di una storia di crimine e corruzione. Interessantissimo lo scontro tra Jimmy e Shawn, esso infatti non si consumerà a New York, ma nella parte industriale abbandonata, abitata dalla flora e da ratti, luogo da cui persone come loro provengono e forse sarà proprio quella la loro tomba.
L’unica pecca è la consapevolezza di avere una storia potenziale interessante, con molti più risvolti psicologici, ma la regia e lo stile (ottimo) di Serra lo precludono al classico action, che comunque vale la pena vedere, data l’intenzione di trovare il giusto equilibrio narrativo e trovare soluzioni alternative per non cadere nei clichè.
Articolo pubblicato su OverNewsMagazine.com

Voto finale: 6,5/10

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