//
stai leggendo...
2015, Film, Recensione

Vizio di Forma

Difficile racchiudere un pensiero in poche righe su un film così complesso, articolato e raffinato come Vizio di Forma.
Paul Thomas Anderson si conferma come uno dei registi più interessanti del panorama di autori hollywoodiani e Vizio di Forma ne è la prova. Doc Sportello è forse uno dei personaggi cinematografici più belli mai visti al cinema negli ultimi dieci anni: imprevedibile, estremamanete fatto (è un investigatore privato hippy e sempre con uno spinello in mano) e perennemente innamorato della sua ex, Shasta e sarà proprio quest’ultima che aprirà il film: tornerà da Doc e gli chiederà una mano perchè l’uomo che ora lei ama, è preda di un complotto ordito dalla moglie. Solo Doc può aiutarla e nonostante la storia sia finita, lui è ancora innamorato di lei e accetterà l’incarico trovandosi dentro un’indagine più complessa del previsto, al limite del grottesco e arriverà a rischiare la propria vita.

Fuori dall’essere un film thriller, il film trova una cornice narrativa dolcissima nel personaggio di Doc e di come la camera di Anderson si muove attorno a lui. Ci rendiamo conto che forse, come ci aiuta e suggerisce la voce fuori campo, tutta la vicenda non è altro che una grande allucinazione di Doc. Forse non è successo nulla e l’assunzione di sostanze stupefacenti ha generato tutta questa grande avventura, o magari è veramente successo ma siamo persi in questi anni ’70, in queste luci e in questi fumi che non riusciamo bene a inquadrare la realtà (tale o no).

Forse tutto questo, nella prospettiva di un’allucinazione, è un modo per ricordare il passato di Doc e Shasta insieme, un passato felice, che portava un sorriso a settantadue denti a entrambi e che ora, oggi, è sparito dai visi di entrambi.
Questa particolare visione Anderson la narra divinamente: il vero protagonista della pellicola è Doc, ma quando entra in scena Shasta, lui si sfoca, è dietro di lei e la camera è puntata sul viso di lei, nei flashback a inquadrare quel sorriso, consapevolezza di un tempo idilliaco che ora non c’è più, e nel viso attuale, ferreo e triste, a ricordare che alcuni tempi e alcune felicità non torneranno mai più.
Vizio di Forma forse non rientra, per gusto personale, tra i migliori del regista, ma si conferma ancora come il film ottimo che Paul Thomas Anderson è dedito a donarci.
Non per tutti, ma consigliatissimo agli appassionati.

Voto finale: 8,5/10

Pubblicato su OverNewsMagazine.com

Annunci

Discussione

Un pensiero su “Vizio di Forma

  1. E’ stata una piacevolissima scoperta ed una visione davvero sorprendente.
    Era da un po’ che non vedevo un film così 🙂

    Pubblicato da vatitti | aprile 9, 2015, 11:14 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Articoli più letti

Archivio

Lettori

  • 8,215
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: