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2015, Film, Recensione

Nessuno si salva da solo

Sergio Castellitto trovò la sua maturazione con quel bel film che era Non ti muovere. Diretto e interpretato da Castellitto stesso e tratto dall’omonimo romanzo della moglie Margaret Mazzantini, nel 2004 pensavamo, noi poveri mortali per lui, di aver trovato  una maturazione artistica e, perchè no, anche una collaborazione moglie-marito, proficua e che avrebbe portato ad altre prove interessanti.

Successivamente uscì Venuto al mondo, sempre diretto da Castellitto e sempre tratto dal romanzo della Mazzantini, ma la magia non riuscì. Poco male, i passi falsi ci sono. Attesa più o meno viva per questo Nessuno si salva da solo, che propone ancora il passaggio da romanzo a film, ma purtroppo, quello che sembrava un rapporto di lavoro interessante, affonda su ogni punto di vista.

Nessuno si salva da solo è la storia di una coppia, che si conosce, si ama, si sposa, mettono famiglia e poi si odiano e si lasciano. Tutto questo visto dagli occhi dei due che ormai separati, ricordano tutta la loro storia, a cena fuori, in una deliziosa (almeno quella) cornice romana.
Il resto è un ‘abbandonate la nave’ senza interruzioni.
Sorvolando su alcuni aspetti estetici (nessun lavoro di trucco per far sembrare gli attori più giovani o più vecchi; così sono quando si conoscono e così sono a storia finita), la causa di tutti i mali è la mancanza di una base abbastanza solida per raccontare una storia che non è approfondita e che davanti a temi globalmente interessanti, come la frustrazione in ambito professionale o l’anoressia, lascia spazio al sesso violento, eccessivo e non giustificato e a delle maschere senza anima, lasciate alla deriva e per di più interpretate da attori fuori luogo, dove la Trinca se la cava bene ma, mi spiace, Scamarcio come scrittore intellettualoide di sinistra, proprio no.

L’aspetto più interessante dei romanzi della Mazzantini è proprio quello di lavorare su alcune tipiche maschere italiane, ma approfondire fino allo sfinimento e al disagio, ogni lato psicologico e far affrontare questi personaggi con queste idee sul mondo circostante, vedere cosa succede quando queste si scontrano ferocemente contro il muro invalicabile della realtà e della vita, ma questo passaggio è stato omesso e rende tutto il film debole, stancante, coperto dal quel velo di romanticismo, buoni propositi, un finale buonista e smielato e deus ex machina davvero improbabili (sia chiaro, su carta funzionano, ma su pellicola, come è stato scritto, proprio no).

Voto finale: 5/10

Pubblicato su OverNewsMagazine.com

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