Noi e la Giulia

Dopo la sua seconda prova registica con Buongiorno Papà e lo scorso anno passato solo come attore, la sorpresa Edoardo Leo torna dietro la macchina da presa e dirige e interpreta Noi e la Giulia, commedia tratta dal romanzo Giulia 1300 e altri miracoli, di Fabio Bartolomei.

Tre quarantenni , decidono di abbandonare le loro vite piene di fallimenti per gestire un agriturismo, ma la terra circostante è sotto la protezione di camorristi che vengono puntualmente a chiedere il pizzo. Con l’aiuto di un sindacalista (il suo fallimento è quello del comunismo) e di una ragazza a pochi mesi dal parto, decidono di resistere e non cedere al ricatto, tenendo in ostaggio uno di questi camorristi e continuando con il loro sogno di rifarsi una vita.

Edoardo Leo è una realtà e questo film lo dimostra. Lontano dalle classiche commedie buoniste dove la morale tende a fare da padrone, il racconto si muove tramite metafore: i tre uomini rappresentano il classico cittadino italiano, pieno di fallimenti e di rimpianti che come un bambino, ancora sogna un futuro migliore per se stesso o per i loro figli (il pancione, vero d’altronde, di Anna Foglietta ne è la prova) ma la pressione fiscale (i camorristi) mette tutto e tutti contro un muro. La resistenza (il rosso Claudio Amendola), metterà in gioco la propria vita e le proprie risorse pur di mantenere saldo quel posto a loro caro e incredibilmente il miracolo di tutto questo, verrà dalla terra, anzi da sottoterra o da quelle persone che l’opinione pubblica tende a catalogare come il male di un paese (tra tatuaggi e persone di colore).
Insomma, forte di un materiale ben saldo dietro, la sceneggiatura scivola gradualmente, senza mai correre, senza mai mettere fretta allo spettatore nell’aspettarsi la scena d’amore, d’amicizia o di buonismo, perchè in vero queste scene ci sono, ma sono gestite senza fare una particolare morale. Tutto avviene naturalmente e l’amore che nascerà verso questo posto, ancor prima l’amicizia tra tutti, non è altro che una visione, un abbraccio doloroso di persone che forse non potranno mai essere felici nella loro vita, ma tutti siamo destinati, come ci insegna il Vangelo, a quella piccola capanna calda, dove poter partorire i nostri figli e sperare in qualcosa di migliore, senza mai fermarsi per ottenerlo.

Voto finale: 7/10

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3 commenti

  1. Se ti puó onteressare … Questo é il terzo film di Edoardo.. Il primo si intitola 18 anni dopo .. Lo consiglio … Un bravissimo attore regista e amico.. 🙂

    1. Sì, l’ho già visto. Molto bello. Per quanto mi riguardo qui raggiunge una maturità artistica molto interessante.

      1. Concordo, secondo il mio punto di vista sta sviluppando uno nuovo stile di commedia Italiana.. Molto più interessante e non banale… Anche la fotigrafia regia e montaggio sono molto notevoli.. Complimenti a Edo..

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