//
stai leggendo...
2014, Film, Recensione

I nostri ragazzi

Nel 2012 mi sono approcciato al cinema di Ivano De Matteo con Gli Equilibristi apprezzando il suo tipo di narrazione.
Il film ricevette giuste critiche, maggiormente per il modo in cui il regista narra e non, la storia che vuole presentare: c’è un occhio non proprio veritiero nel suo cinema, cercando nel più profondo ed estremo dramma umano la sua dimensione narrativa.
Come in un cinefumetto, De Matteo ti dice che il mondo in cui si svolge la storia è un mondo che mette i bastoni tra le ruote ai nostri protagonisti e li lasciano cadere in un baratro senza fine, luce o speranza.

I nostri ragazzi, nuovo film del regista romano, è esattamente una grande rappresentazione di quel difetto che viene ampliato per 90 minuti. Se con il cinema di Nolan, gli evidenti difetti o limitazioni del regista ormai sono visti come dei compromessi narrativi necessari per arrivare al punto di arrivo, ne I nostri ragazzi, tutto cade inesorabilmente.
Ci sono due fratelli (Gassman – Lo Cascio) che una volta al mese cenano insiene sempre nello stesso ristorante insieme alle loro mogli (Bobulova – Mezzogiorno). I rispettivi figli di entrambi, come cugini escono, si vedono, si divertono, finchè una sera, in preda all’alcol e all’euforia, picchiano un barbone. Il fatto viene ripreso da delle telecamere, ma le immagini non sono nitide. I due confessano, ma al di fuori di questo piccolo microcosmo familiare, nessuno è a conoscenza della verità. Cosa fare? Proteggerli o denunciarli?

Davanti ad un racconto potenzialmente interessante, il dramma di due famiglie, differenti, nell’accorgersi di non conoscere profondamente come pensavano, i proprio figli, c’è una realizzazione povera di contenuti. Interessante l’idea molto Tarantiniana di “inquadrare” i rispettivi figli per il ceto e situazione, ma la prevedibilità di una scontro tra i due padri, che prima ancora sono fratelli, che rivedono i proprio caratteri e difetti in questa situazione particolare, rende il racconto ancora più estraneo del previsto.
A tutto questo, la continua presenza di piccoli piani sequenza quasi a voler imprimere ancora il concetto del ‘narrare la realtà’, rende la pellicola febbricitante in più punti. Quando si pensa di essere ad un punto morto, il film prende una piega differente e quando la fine si avvicina, arriva altra carne al fuoco.
Se ne Gli Equilibristi ero riuscito ad entrare in sinbiosi con il film e riuscire ad andare oltre gli evidenti difetti, qui il film mi spinge a forza fuori dalla narrazione, trovandomi davanti un film che sembra riuscito a metà.

Voto finale: 5,5/10

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Articoli più letti

Archivio

Lettori

  • 8,215
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: