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2015, Film, Recensione

I Cavalieri dello Zodiaco – La leggenda del Grande Tempio

Uscirà domani, 8 gennaio 2015, il film interamente realizzato in computer grafica, dedicato ai Cavalieri dello Zodiaco.

Come successo già per Capitan Harlock, uscito a inizio 2014 e presentato anche a Venezia nel 2013, anche un altro celebre manga giapponese trova nuova linfa al cinema e in una veste grafica tutta nuova. Dopo aver letto queste avventure nelle pagine del manga, viste in televisione nella versione anime e nei film dedicati, sembra che in Giappone abbiano preso gusto nella realizzazione e nella rivisitazione di questi personaggi storici che hanno accompagnato la nostra infanzia.
Se per Capitan Harlock, seguito da un conenso di critica e boxoffice, la rilettura è stata interessante, sia per fan che non, purtroppo non si può dire lo stesso per questo film dei Cavalieri dello Zodiaco.
I problemi sono molteplici.

Cercando un nuovo pubblico, il film narra delle nuove origini per i nostri cavalieri di bronzo, ma queste sono deboli, mal spiegate e senza una base adeguata a reggere i 90 minuti di storia e il tutto avviene nel modo più antipatico di sempre nel mondo del cinema: lo spiegone. Davanti ad un accenno di trama, mostrando alcuni flashback e stuzzicando l’interesse, si passa a buoni dieci minuti di spiegazioni, così da saltare tutta la parte, fondamentale a mio avviso, dell’assegnazione delle armature ai ragazzi scelti. Se nel manga avveniva dietro un ‘torneo’ sanguinario e violento, qui forse rubando l’idea generale degli X-Men e della scuola per mutanti, i Cavalieri che devono proteggere Atena si arruolano in una scuola privata e lì cominciano a studiare per controllare e sfruttare il Cosmo. Ma tutto questo lo capiamo tramite spiegazione, non vediamo nulla. Questo porta la narrazione del film ad essere leggerissima, quasi una scampagnata tra amici. Il pericolo che minaccia il mondo non ha peso e rende tutto molto infantile.
L’universo dei Cavalieri dello Zodiaco è sempre stato molto vasto, tanti personaggi con relative personalità e mitologia. Se già dalle premesse capiamo che questa rilettura cerca di semplificare il tutto in modo da rendere i personaggi accessibili a tutti, come già successo per il personaggio di Yama in Capitan Harlock, dove lo spettatore poteva interfacciarsi all’universo del pirata spaziale tramite lui, qui si cerca la strada opposta: l’inserimento di decine e decine di personaggi, alcuni di questi che sono presenti anche per solo quindici secondi (cronometrati) rendono tutta la pellicola un polpettone pesante da seguire, per quanto la storia non sia nulla di nuovo ai già fan della serie: superare le Dodici case, con relativi Cavaieri d’oro, salvare Atena e sconfiggere il cattivone.

La Leggenda del Grande Tempio cerca linfa vitale in questo nuovo secolo per i Cavalieri datati 1985 e non ci riesce. Il tocca che rende questa pellicola davvero discutibile sono le armature che sembrano dei piccoli Transformers.
Probabilmente sarà una rilettura che piacerà molto a chi non conosce i personaggi e avrà il primo approccio con questo film, ma per tutti gli altri che hanno seguito la serie originale, sarà una pugnalata al cuore.
Dai produttori di un film come Capitan Harlock che aveva dato al personaggio questa aria divina, sofisticata, attingendo molto dal Batman di Nolan, sicuramente ci aspettavamo molto di più.

Voto finale: 4,5/10

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