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2014, Film, Recensione

Il ragazzo invisibile

Trieste. Michele è un ragazzo come tanti altri. Forse preso un po’ troppo di mira dai soliti bulletti, ma cerca di andare avanti e coltiva un amore segreto verso Stella. Vorrebbe farsi avanti ma la sua timidezza lo rende invisibile agli occhi di lei, finchè questa invisibilità non arriva veramente. Michele ha il potere di rendersi invisibile e mentre cercherà di controllarlo scopre che ci sono delle persone che lo stanno cercando con scopi tutt’altro che gentili.

Gabriele Salvatores, regista di esperienza e premio Oscar, ‘inventa’ il primo supereroe italiano che nasce direttamente al cinema. Non proprio un uomo adulto, ma un ragazzo di tredici anni. Otto milioni di Euro di budget, una coproduzione italofrancese, il sostegno di due regioni d’Italia, una già confermata distribuzione europea e (forse) una successiva negli Stati Uniti. Una fumetto in tre numeri edito dalla Panini e un romanzo. Insomma, il progetto di Salvatore è ambizioso e cerca di farsi conoscere in più modi, toccando altri settori oltre a quello cinematografico. La resa finale renderà giustizia a tutto questo movimento di risorse e idee?
Salvatores realizza un ottimo film per un pubblico giovane ed è forse qui, in questo limite che si riescono a trovare i difetti di un film, tutto sommato, piacevole. La sfida era grande dato che per il tema trattato e per il paese in cui viene prodotto e realizzato, il nostro, di solito ci sono solo due opzioni: o il film diventa trash e quindi difettoso ovunque, altrimente si riesce a fare qualcosa di brillante e interessante. Il ragazzo invisibile si colloca nel mezzo: un film piacevole che vive di alcuni clichè già visti ma una buona tecnica e una cura attenta negli effetti speciali lo rendono dignitoso.
Si parlava di età, dato che è evidente (in diverse interviste lo stesso Salvatore e produttori hanno confermato la cosa) che il film è diretto principalmente ad un pubblico giovane, 10-13 anni circa. Al di fuori di questo target, lo spettatore è spaesato nel vedere una prova nel cercare di realizzare una trama articolata, forse non riuscita ma interessante e in una prova tecnica di regia e effetti speciali.
Un esperimento. Ecco la parola adatta. Funzionerà questo Ragazzo invisibile? Forse sì, perchè se preso come prodotto per giovani, riesce totalmente nell’impresa. I più adulti si accorgeranno di questo sguardo benevolo che il regista ha verso il suo eroe e gli altri attori che lo circondano. I ragazzi sono i nuovi adulti e riusciranno a portare il film a compimento da soli, senza l’aiuto di nessuno. Genitori, veri e non, nemici e altro servono a funzione della storia, nel creare questo mondo, così scomodo e stretto all’inizio per poi diventare pericoloso.

Il ragazzo Invisibile è sicuramente un esperimento riuscito che ha l’unico difetto di non farsi apprezzare da tutti, scegliendo una via più facile, quella di riempire di altri sogni le menti già colorate dei ragazzi, ma attenzione: i giovani di oggi sono drogati di film supereroistici americani e non quindi riusciranno mai ad apprezzare un semplice ragazzo con il potere dell’invisibilità?

Voto finale: 6/10

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