Interstellar

Nolan sfida tutti e per il suo nuovo film, cita e guarda tantissimo a 2001: Odissea nello Spazio di Kubrick, regista che più volte Nolan ha dichiarato di ammirare e riesce nel suo intento.

Futuro inprecisato. Il cibo sulla Terra è finito e tutti si riversano a fare gli agricoltori. Cooper, ex pilota della NASA, scopre che la sua ex agenzia è ancora in attività, in segreto e che si preparano ad un lancio verso Saturno, luogo dove è apparso un wormhole. L’intenzione è quella di recuperare precedenti tre missioni che si sono avventurate in un condotto spazio-temporale al fine di trovare altri pianeti abitabili in modo da poter trasferire tutto il genere umano. Tre pianeti sono sulla lista, ma il tempo è poco.

Al suo nono film, Nolan si conferma un grandissimo mestierante del cinema, sempre capace di rinnovarsi e di osare di più, come dimostra in questa caso, dove arriva a citare e toccare un film come 2001: Odissea nello Spazio. Le influenze sono molte e possiamo alla fine contare anche Alien, Sunshine, Punto di non ritorno e Contact, ma Interstellar è di più, rompe i classici schemi di film di fantascienza e si impone a livello narrativo: a bellissime immagini si accompagnano solide costruzioni narrative per quanto riguarda lo svolgersi delle vicende e dei dialoghi.
Nolan tira fuori dal cilindro tutte le sue carte, la menzona, il racconto alternato, il tempo, grandi castelli che con poco vengono subito giù. Con Interstellar allarga il tiro con i viaggi spaziali, interstellari. Cosa c’è di più vasto e esteso e misterioso dell’universo? Se non siamo più destinati a rimanere sulla Terra, dove dobbiamo andare? Qual’è il nostro posto, non più nel mondo, ma nell’universo? Il film cerca di dare tutte le sue risposte, con i suoi pro e contro.

Alla base di tutti i 168 minuti, il rapporto padre-figlia e Nolan mette subito le carte scoperte: il viaggio interstellare è tanto bello da vedere e complicato da effettuare, ma è solo un pretesto per misurare quanto un rapporto può essere più o meno forte. Si parla di tempo, gravità e spazio ma alla fine l’unica cosa che trascende tutto è l’amore. Lo dice la stessa dottoressa Brand, punta tutto sull’amore, ma non verrà ascoltata. Quindi astenersi vogliosi di esplosioni e sparatorie spaziali, i film di Nolan si dimostrano ancora tali, pieni di nozioni, la realtà portata all’estremo e tale è la loro missione, studiare l’estremo spazio, arrivare al confine e anche oltre. La rappresentazione dell’esplorazione dell’universo è una rappresentazione dell’estremo assoluto, un’esperienza tra sogno e realtà.
Uno studio dell’universo rappresenta, per Cooper e compagni, una ricerca per spiegare e trovare il nostro posto nell’universo e nelle capacità del genere umano di affrontare ogni situazione.
Film complicato che richiede più di una visione per essere apprezzato, ma che vince su tutti i fronti.

Forse leggermente deboli gli ultimi 40 minuti ma che davanti ad una costruzione accurata di tutto il film, riesci a passarci sopra per goderti il film.
Nuova direzione del cinema di Nolan (necessaria), dopo aver chiuso con il ciclo del Cavaliere Oscuro serviva un progetto particolare ed è arrivato, potentissimo e intimo, più per i protagonisti che per il regista, dato che è tale l’operazione di mettere al centro di tutto l’amore tra padre e figlia in una situazione dove non ci si deve confrontare con la normalità ma con l’estremo più assoluto e l’oblio del vuoto e dello spazio. Pur essendo un blockbuster, Interstellar sorprende, Nolan riempie il film di tagli narrativi (addestramento? partenza? inutili) molto audaci e solo a fine visione ci rendiamo conto che nonostante i costi alti del film, circa 160 milioni di dollari, la pellicola arriva al punto, forse zoppicando nel finale, mostrando qualcosa che per i più spocchiosi sarà oggetto di critica, ma arriva dove nessuno ha avuto mai coraggio di arrivare, rappresentare l’estremo, toccarlo e poi ritornare a casa.

Voto finale: 8/10

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Un commento

  1. Innanzitutto complimenti per il blog e per la recensione :-).
    Effettivamente ci sono degli aspetti del film che lasciano perplessi, tuttavia la potenza evocativa dal film è tale da sopperire, almeno per me, a questi difetti.
    Ne ho discusso sul mio blog, magari ti interesserà leggere la mia recensione:
    http://lapinsu.wordpress.com/2014/11/25/interstellar/

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