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2014, Film, Recensione

Maze Runner – Il labirinto

  Recensione pubblicata su OverNewsMagazine.com
Thomas si sveglia senza memoria in una radura circondata da una struttura altissima e imponente, un labirinto. Con gli altri ragazzi che sono presenti lì, molti da più di tre anni, scopre che tuti sono intrappolati dentro questo labirinto e che avventurarsi per trovare un’uscita è pericoloso in quanto ad attendere i ragazzi ci saranno creature che li uccideranno senza pietà. Ma l’arrivo di una ragazza che sembra conoscere Thomas cambierà le carte in tavola e il ragazzo sarà la speranza per tutti per uscire dal labirinto sani e salvi.

Torniamo al cinema con la distopia, con un film tratto da una saga young adult. Quanti ne abbiamo? Li contiamo?
Hunger Games, Divergent, Ender’s Game, The Giver – Il mondo di Jonas, Shadowhunters e ora questo Maze Runner, che sembra tirare le corde di quei successi (in termini di boxoffice) che sono stati Hunger Games e Divergent.
Eppure stavolta mi trovo nel dire che questo film, forse, è migliore dei due titoli citati prima messi assieme.
Partendo dalla consapevolezza che tutto il cast tecnico è alle prime armi e giovane, c’è solo da lodare per la riuscita interessante di questo film. Wes Ball, regista alla sua prima opera, si impone, non troppo, ma cerca di far capire che lui la camera sa dove metterla. Il resto è lasciato alla narrazione, che sicuramente ha come base il romanzo da cui è tratto, ma c’è anche la consapevolezza di dover creare un prodotto all’altezza per poter assicurare la realizzazione dei diretti sequel, cosa che è già successa con la conferma del sequel per il novembre 2015, ma cercando di rispecchiare un certo canone di critica, storia e distopia.

Se Hunger Games ha aperto benissimo i giochi (ma proseguito malissimo con il secondo capitolo), Maze Runner è un prodotto che si impone per altre cose, cercando di lasciare il genere distopico ai margini dato che avrebbe avuto un sapore di già visto e rivisto e creando una narrazione basata sul mistero.
Forte è l’influenza del film Cube – Il cubo, quella sensazione di essere chiusi dentro qualcosa che non si conosce, combattere per risposte che non arriveranno mai se non rischiando e andando avanti. Forte anche l’influenza (o omaggio?) a Lost: il rumore dei Dolenti, queste creature del labirinto, sono identici a quei suoni metallici del fumo nero di Lost, anzi, molte scene, il guardare il labirinto cambiare, sentire i suoi rumori con i ragazzi che dalla radura guardano impauriti, ricorda tantissimo le prime puntate di Lost e quindi, anche la costruzione della trama sulle continue domande senza risposta dei nostri ragazzi.

Il finale è orrendo. Di una velocità ingiustificabile, lascia troppe domande aperte e poche spiegazioni. Non è una frustrazione per non aver avuto le giuste risposte, ma proprio per il modo in cui sono state esposte, con confusione e superficialità, come se noi spettatori siamo i primi a sapere cosa succede, quando così non è.

Maze Runner – Il labirinto è un buon film, ha una propria identità e vedremo come procede con il secondo capitolo.

Voto finale: 7/10

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