Tartarughe Ninja

Tornano alla ribalta, sul grande schermo, le tartarughe  con il nome di grandi artisti del Rinascimento italiano, più famose e amate di sempre: Tartarughe Ninja.

Cavie di laboratorio, le quattro tartarughe Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Donatello, in compagnia del piccolo topo, anche lui cavia, Splinter, dopo un incendio doloso nel laboratorio, vengono salvate da una giovanissima April O’Neal (la sua versione adulta è interpretata da Megan Fox) che le lascia in prossimità di un tombino. Con il passare degli anni gli esperimenti e le sostanze iniettate ai piccoli animali, li mutano, donandogli intelligenza, la capacità di parlare e di prendere sembianze umanoidi, pur sempre rimanendo le quattro, tartarughe, e topo, Splinter, che gli farà da padre e le allenerà nell’arte ninja. Ma quando Shredder, un uomo misterioso quanto potente che è a capo di un gruppo terroristico, decide di mettere la città in ginocchio, i quattro fratelli, armi e guscio in spalla, dovranno uscire dalle fogne per fermare la minaccia e testare le loro capacità; sì, perché i nostri eroi sono appena degli adolescenti.

Diretto dal non brillante Jonathan Liebesman e prodotto da Michael Bay, il film risulta riuscito a metà. Con l’intento di far ripartire il franchise delle Tartarughe Ninja al cinema (ricordate i film degli anni 90 in costume che belli?) la pellicola diverte sicuramente i più piccoli, ma lascia molte perplessità.
Il primo elemento risulta circondare tutto il film è anche la sua sintesi: la leggerezza, il non avere un’anima o il non osare qualcosa di più.
Circondato da troppe battute e da virtuosismi di regia inutili, che con il 3D accentuano il mal di testa a fine proiezione, il film è un trionfo di effetti speciali e di una trama banale che vuole mettere al centro di tutto il personaggio di April O’Neal (Megan Fox) che risulta un personaggio debole e se dobbiamo dirla tutta, il personaggio che causa tutti i problemi e le minacce che verranno successivamente, con il passare del tempo.
Ad arricchiere una trama banale e centrica sul fondoschiena di Megan Fox, c’è anche Shredder, guerriero ninja giapponese che non si vede mai, se non in oscurità e l’impreditore Sacks, che si scoprirà essere l’allievo di Shredder. Anche qui le motivazioni degli antagonisti sono povere. Sono cattivi perchè sono cattivi e vogliono conquistare la città perchè sì, Shredder, per i soldi, l’altro. Insomma. In un film, come in un fumetto o un romanzo, la figura dll’antagonista è importantissima, in quanto di norma le azioni dei protagonisti sono sempre a risposta di quelle dell’antagonista, ma quando quest’ultimo(i) non ha carattere, risulta tutto troppo forzato, accompagnato dalla classica colonna sonora pomposa ed eroica.
Lode alla caratterizzazione delle tartarughe, tanto criticata all’inizio, ma funziona alla grande e ai loro siparietti interessanti e divertenti. Ma escluso questo, il nullo. Peccato, poteva essere più carino di così.

Voto finale: 5/10

Ah, dimenticavo. Splinter è realizzato veramente male.

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Un commento

  1. I enjoy reading through ann arricle that will make people think.
    Also, thank you for permitting me to comment!

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