Mai così vicini

Oren (Michael Douglas) è un cinico e scontroso agente immobiliare, famoso per aver piazzato grandi colpi e aver venduto tantissimo, ora si ritrova nella vendita più difficile, ovvero quello della sua grande villa, ormai portatrice solo di malinconia nel ricordo della moglie defunta e del figlio tossicodipendente che ha allontanato. In attesa di piazzare il colpo, Oren si trasferisce in un edifico ospitante diversi piccoli appartamenti, tutti di sua proprietà, che ha affittato a diversi tipi di persone. Tra questi affittuari c’è Leah (Diane Keaton), donna rimasta vedova da pochi anni, che ancora vive nel ricordo del marito e lavora la sera come cantante.
Nonostante renda la vita dei suoi vicini impossibile, Oren attende di mettere a segno l’ultima vendita, per poi andare in pensione e ritirarsi in nel Vermont, ma il ritorno del figlio tossicodipendente che gli affida la figlia, farà cambiare i piani di Oren, ora con il nuovo lavoro da nonno.

Mai così vicini, da una prima visione del trailer o della locandina, potrebbe indurre alla classica commedia semplice e così sarebbe stato senza i nomi dietro a questa produzione: Rob Reiner infatti, non regala una regia altissima, con ricerche autoriali o grandi virtuosismi inutili visto la trama, ma lascia totalmente cuore alla narrazione, così lasciando parlare gli attori. Rob Reiner è regista di altrettanti film su questo filone e come ci suggerisce la locandina, Mai così vicini è esattamente quel tipo di film che si può incastrare benissimo tra “Harry ti presento Sally” e “Non è mai troppo tardi”. Hollywood sembra sempre più intenzionata a puntare su film crepuscolari, dove una coppia di attori, per lo più identificati come saggi di vita, ma mai completamente eccelsi nei sentimenti, si ritrovano a ‘combattere’ con l’amore, con ogni ostacolo, discussione o situazione che egli porta, che mira solo a mettere alla prova uno dei due.
Forse l’unico punto negativo di questo film, è la non curanza di aver scritto bene il personaggio di Michael Douglas, troppo frettolosa la sua evoluzione, il lato cinico svanisce molto presto, quasi con l’arrivo della nipote, per far spazio al suo buon cuore, ma nonostante questo la sceneggiatura si regge in piedi, non lascia momenti vuoti, ma regala situazioni interessanti, momenti di risata assicurati, ma sempre nelle migliori intenzioni di creare una battuta intelligente, senza scendere nel volgare o nel ripetitivo.
Molto meglio Diane Keaton, perfetta nella parte di anima candida, dolce e piena di sogni, che cade in un pianto esilarante e quindi non riesce mai a portare a termine ogni concerto che inizia. Troverà in Oren un avversario di temi etici, un manager che la aiuterà a valorizzare il suo talento, ma sentirà nascere un sentimento verso quell’uomo burbero che nonostante la sua goffagine, cerca di fare il nonno improvvisato.

Insomma, Mai così vicini, non sarà ricordata come la commedia dell’anno, ma merita una visione. Film piacevole, divertente e di nessuna pretesa e la coppia Douglas/Keaton funziona a meraviglia.

Voto finale: 6,5/10

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Un commento

  1. Rieccomi! Di Michael Douglas ti raccomando ad occhi chiusi 2 film dal titolo curiosamente simile: “Delitto perfetto” e “Un alibi perfetto.” Soprattutto il secondo è un vero capolavoro del genere thriller.

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