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2014, Film, Recensione

Edge of Tomorrow – Senza Domani

Nel nuovo film interpretato da Tom Cruise e Emily Blunt, vedremo ancora la lotta tra il genere umano e una forza aliena ostile che già attaccato e occupato gran parte dell’Europa.

Il tenente William Cage (Tom Cruise) è un funzionario militare senza alcuna pretesa o esperienza di guerra, ma si troverà, suo malgrado, catapultato sul campo di battaglia in prima linea e durante una missione, che si rivelerà quasi di missione suicida, in quanto il nemico era a conoscenza del loro arrivo, Cage muore ma nel mentre, viene infettato da sangue alieno ed è così che si ritrova gettato in ciclo temporale e a rivivere lo stesso giorno e lo stesso attacco più e più volte, ed a morire continuamente.
Soltanto un soldato, Rita Vrataski (Emily Blunt) sembra sapere cosa succede a Cage e uniranno le forze per porre fine alla guerra.

Tratto dal romanzo illustrato All You Need is Kill, di Hiroshi Sakurazaka e portato al cinema da Doug Liman, Edge of Tomorrow è una produzione sontuosa (le spese di questo film si aggirano attorno ai 200 milioni di dollari) che in parte funziona, giustifica le spese e senza pretese riesce ad intrattenere per le circa due ore di film.
Dopo quella prova particolare e buona in Oblivion (personalmente più riuscito, di questo Edge of Tomorrow), Tom Cruise ci riprova con la fantascienza e partecipa a questa pellicola a cui si aggiunge una Emily Blunt, inedita per un ruolo del genere, confrontando la sua filmografia, con l’unica eccezione per Looper, ma mai aveva avuto un ruolo del genere e così in prima linea.
Con uno scetticismo iniziale, Edge of Tomorrow risulta abbastanza piacevole, nonostante cada nelle solite banalità da grande produzione americana che comprende patriottismo, umorismo inserito anche abbastanza male o che spezza malamente il ritmo e storia d’amore di contorno che per quanto la puoi evitare, porterà sempre al bacio finale o alla classica scena di loro due, gettati per terra e fermarsi uno sopra l’altro, con i classici tre secondi di sguardi intensi.

Punto di forza del film è sicuramente il comparto tecnico. Doug Liman è consapevole della sua tecnica e la sua al meglio, rendendo il film interessante, montaggio velocema essenziale, specialmente nel ripetersi ogni volta degli eventi. Computer grafica ottima che comincia a dar fastidio verso le battute finali in quanto la mancanza di qualcosa di materiale si fa sentire, sia a livello visivo, sia come movimento all’interno della scena per gli attori.
Tom Cruise e Emily Blunt regnano su una serie di personaggi secondari abbastanza inutili e cancellati appena usciti dalla sala, nonostante si cerchino alcune caratteristiche, drammatiche o umoristiche, per ricordarli.
La sceneggiatura, scritta a sei mani, è quella che porta molte domande senza risposte, tra cui, i puristi della fantascienza sicuramente si chiederanno: come funziona questo potere del riavvolgere il tempo? Ogni volta che Cage muore e riavvolge il tempo, si parla di realtà alternative, realtà parallele o cosa? Tutto vive nella coscenza, memoria e intenzione di Cage, per cui noi viviamo la storia e quella infinita giornata dai suoi occhi e piano piano, l’unica cosa che ci importerà sarà solo cercare di salvare Rita da ogni pericolo.
Edge of Tomorrow strizza l’occhio a pellicole molto più riuscite come Starship Troopers e il già citato Oblivion, dove il paragone con quest’ultimo è abbastanza facile per la somiglia dei due personaggi principali, entrambi interpretati da Cruise: uomini semi egoisti, che per un determinato avvenimento, hanno una sorta di spinta morale e a sacrificarsi per un bene comune, se non personale
Nota positiva: insieme alle già citate regia e montaggio, lode anche alla colonna sonora, non memorabile, ma interessante e funzionale al racconto.

In sostanza, Edge of Tomorrow è un buon film d’intrattenimento, ma nulla più. I 200 milioni di dollari di costro mettono paura, ecco il motivo di una campagna pubblicitaria massiccia e quasi invasiva, in particolare nel web. Tom Cruise è un attore che ha un buon seguito, ma ultimamente il potere di alcune star stanno calando, facendo floppare molti film. Transcendence, opera prima di Wally Pfister e con protagonista Johnny Depp ne è una prova: costato 100 milioni, ne ha appena incassati globalmente, 65. Sembra che anche i fan più fedeli si siano stancati di vedere i propri beniamini con ruoli riciclicati e senza spessore. Vediamo se sarà anche così per il buon Tom Cruise.

Voto finale: 7/10

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