//
stai leggendo...
2014, Film, Recensione

Godzilla

Partiamo subito da una premessa, questo nuovo Godzilla NON è un capolavoro.

Dopo le pesante critiche del Godzilla di Roland Emmerich (che io invece salvo) ecco dopo sedici anni, tornare sul grande schermo il famosissimo mostro giapponese.
1999. Un ricercatore con famiglia trapiantata in Giappone, vede la moglie morire davanti i suoi occhi nella centrale nucleare dove lavora. Quindici anni dopo, lo stesso ricercatore vuole la verità: egli è sicuro che non si è trattato di un incidente, ma di un evento o meglio, di qualcosa, che il governo cerca di nascondere. Con dietro il figlio adulto, inserito nell’esercito e che lo crede un pazzo, si richeranno in quella zona e scopriranno una creatura che tutti hanno tenuto segreta, ma ora, come quindici anni prima, si sta risvegliando e potrebbe ridurre la civiltà umana in cenere. A ‘difesa’ però potrebbe esserci lui, il predatore Alpha, quello che per decenni i gli scienziati giapponesi hanno chiamato Gojira. Godzilla. Forse mostro, forse divinità, ma sicuramente l’unico essere in grando di riportare equilibrio nella natura.

Secondo lungometraggio del giovane Gareth Edwards (si fece conoscere quattro anni fa con l’ottimo monster movie a bassissimo budget, Monsters), Godzilla torna al cinema e rivendica la paternità di “re dei mostri”, ma lo fa con un’azione sotto le righe o riproposto allo spettatore in modo indiretto.
Godzilla non è un film perfetto. Prima di tutto, escludendo il sempre ottimo Bryan Cranston, ci sarebbe da rifare tutto il resto del cast: Ken Watanabe è sfruttato ad Hollywood e gli rifilano ruoli sempre identici, del giapponese trapiantato americano e per di più, in questo film non fa altro che fissare un punto lontano e parlare per aforismo.
Elizabeth Olsen e Aaron Taylor Johnson totalmente fuori ruolo e poco credibili.
raccontando una storia di due famiglie (Cranston prima e Taylor Johnson dopo, quasi a passare il testimone) il film crea la sua dimensione: parliamo di famiglie che si trovano al centro dello scontro Godzilla-M.U.T.O (così sarà chiamata la creatura nascosta per anni) quindi l’azione principale, lo scontro tra i due mostri, sì ci sarà, ma non così centrale e visivo. Molti hanno criticato questa cosa. Credo invece che la forza di questo Godzilla venga proprio da tale approccio. Mostrare e non mostrare.

Già altri film negli precedenti dietro hanno decretato il loro successo in queste scelte visive (Jurassic Park, Alien) e sicuramente molte citazioni e rimandi ai film di fantascienza anni 50-60 hanno fatto storcere il nasco ad un pubblico troppo abituato a cinefumetti e Pacific Rim (ma quanto male ha fatto l’ultimo film di Del Toro? Troppo).

Godzilla, fuori dai canoni classici del cinema Hollywoodiano, presenta un film sobrio, con un approccio molto realistico, che non raggiunge livelli altissimi, ma sicuramente è un prodotto molto valido. Più del disastroso Pacific Rim. Magari se tagliavano 15/20 minuti di pellicola, non facevano un danno, ma davanti a 150 milioni di budget, difficilmente avrebbero fatto un film nei classici e stretti 90 minuti.

Voto finale: 7/10

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Articoli più letti

Archivio

Lettori

  • 8,216
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: