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2014, Film, Recensione

Nymphomaniac – Volume II

 Seconda parte del film, o per i miscredenti, Nymphomaniac -Volume II.

Dopo aver detto alcuni concetti nel precedente post su Nymphomaniac – Volume I, qui arrivo a dire le ultime considerazioni su l’ultima opera di Lars Von Trier.
La storia di Joe continua, arrivando alle battute finali, gli ultimi tre capitoli di questo racconto-odissea (attenzione ai numeri 3+5: 5 i capitoli del primo volume, 3 i capitoli di questo volume II). Prima di avanzare dobbiamo mettere in chiaro una cosa: Nymphomaniac è un unico grande film, di quattro ore quello presentato, ma nelle versione estesa conta cinque ore, quindi è sbagliato dividere in volume I e II, in quanto questo volume II rappresenta quella che viene chiamata “la seconda parte del film” ed è così che considererò tale film.
Quindi, iniziando l’analisi, questa seconda parte del film, cede, dimostra le crepe e risulta meno interessante di tutta la prima parte.

Come i cinefumetti insegnano, di norma raccontare le origini di un eroe, rende la narrazione sempre più interessante e questo Nymphomaniac ha le stesse dinamiche: la prima parte è interessante, scopriamo la patologia auto diagnosticata da Joe stessa, analizzata tramite capitoli e aneddoti in particolare, ma nel momento in cui abbiamo capito il livello a cui Von Trier vuole arrivare, ecco che il racconto comincia ad essere ripetitivo, poco interessante.
Qui gli ultimi tre capitoli, cercano altri livelli di narrazione, ma vivono delle stesse ingenuità (parziali) della prima parte: arrivare a raccontare una situazione, ma le motivazioni personali sono poco approfondite e risultano futili, specialmente nel personaggi di Jerome, che se ci viene presentato inizialmente come un uomo pieno di se e potente, qui diventa succube, quasi una zerbino, lasciando che la sua donna, si veda con altri uomini.

Interessante il finale, la parentesi criminale, la storia lesbo (sicuramente molto meglio di tutte le tre ore di La vita di Adele) e il finale con il narratore/osservatore Seligman.
Per il resto, posso solo dire che Nymphomaniac è un film che bisogna vedere, più che parlarne, perché non ci sono messaggi nascosti: ogni simbolismo, ogni metafora è esplicita, cosa che rende la narrazione abbastanza aperta a tutti (e non è una cosa negativa, anzi), ma dall’altra parte, pecca di alcune cose che, forse da Von Trier, non ti aspetti.

Voto Finale: 6,5/10

Voto generale considerando Volume I e Volume II: 7,5/10

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Discussione

Un pensiero su “Nymphomaniac – Volume II

  1. Il buon Lars non ha tirato fuori un capolavoro, ma certamente è un movie da vedere, schietto, cristallino nell’indagare tematiche delicate

    Pubblicato da Davide Scardaci | maggio 8, 2014, 4:32 pm

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