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2014, Film, Recensione

Saving Mr. Banks

Articolo pubblicato su Overnewsmagazine.com

Sulla carta poteva essere la più grande operazione propagandistica/commerciale mai esistita, con la Disney che racconta Disney, ma fortunatamente il risultato finale è molto diverso.

La trama è molto semplice: la storia vera di come Walt Disney è riuscito a farsi dare i diritti di Mary Poppins e dei romanzi dove lei è protagonista, scritti dalla reticente P.L. Travers, che è riuscita a far dannare Disney per circa venti anni, prima di concedergli finalmente il via libera per fare quello che sarà poi uno dei film Disney più famosi e redditizi, per l’epoca.

Come detto sopra, sulla carta, sembra un’idea di propaganda Disneyana e di commercializzazione del film/prodotto Mary Poppins, a livelli estremi, infatti ricordiamo che quest’anno ricorre il 50′ anno dall’uscita del film di Mary Poppins nei cinema (era l’agosto del 1964), ma la realizzazione finale fa ricredere, non totalmente, ma il giusto per considerarlo un buon film.

L’antipatica P.L. Travers è interpretata da una bravissima Emma Thompson, mentre il celeberrimo Walt Disney è interpretato da un convincente Tom Hanks. Voglio spendere due parole in più sulla questione Walt Disney, lodando il lavoro fatto su tale personaggio, infatti, l’anima centrale di tutto il racconto non è la sua figura, neanche il voler raccontare tutta la storia della costruzione del suo impero mediatico o dei suoi parchi a tema, ma il Walt Disney che vediamo è fermo nell’anno di riferimento: lui vuole portare Mary Poppins al cinema e l’interpretazione di Hanks si ferma in questo. Potrebbe essere una limitazione, eppure è la parte più funzionale; un Disney avviato da anni, che rimanda a qualcosa del suo passato in modo da giustificare la sua ‘ossessione’ nel voler tale personaggio su pellicola (oltre ad una promessa fatta alle proprie figlie).

Come Disney è un padre, anche Mr. Banks, la persona da ‘salvare’ è un padre e nonostante l’accenno di un passato difficile di Disney, il fulcro di tutto, da cui si giustifica il titolo Saving Mr. Banks, è il personaggio di Pamela Travers, di cui, con una gestione narrativa fatta di flashback, cerca di salvare un ricordo del proprio padre, interpretato da un Colin Farrell personalmente molto fuori forma e poco credibile in questo ruolo).

La dualità del racconto tra la signora Travers e Disney avviene nei confronti diretti, dove vediamo un Disney amichevole, giocoso, aperto a tutti e anche molto testardo nel raggiungere quello che vuole e una vecchia signora, ferma nelle suo convinzioni e nella sua freddezza nei confronti della vita, motivo per cui non vuole cartoni animati o falsi messaggi di incoraggiamento.

Attenzione ad alcune minime sfumature che darà Hanks al personaggio, infatti Disney morirà nel 1966, due anni dopo le sequenze finali del film e nonostante non viene detto, ci sono alcuni indizi che ‘attualizzano’ la narrazione tra il 1961 e l’uscita del film, il 1964, per riprendere il concetto iniziale per cui la figura di Disney non è centrale nel film, anzi in alcune circostanze è quasi messa in secondo piano, se non consapevole di alcune sue debolezze che non vuole far vedere agli altri per non dare il cattivo esempio.

Insomma, film che ho visto partendo con aspettative molto basse, ma una gestione molto sobria della produzione Disney, l’ha reso un prodotto molto buono. Notevole la colonna sonora e una buona realizzazione di uno stile anni 60 (chi segue Mad Men, capirà).

In conclusione, Saving Mr. Banks, raccogliendo una vicenda vera, come quella dei diritti dei libri con protagonista Mary Poppins, racconta una storia, va oltre i personaggi della Travers o di Disney e si concentra sulla motivazione della creazione del personaggio di Mary Poppins da parte dell’autrice, trovando solo successivamente, la controparte narrativa di Disney per raccontare una storia che colpisca al cuore, ma che è mossa anche da stimoli personali e intimi forti e concreti.

Voto finale: 7/10

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