Prisoners

In una piccola cittadina nella periferia di Boston, due famiglie, capitanate da Hugh Jackman e Terrence Howard, passano il giorno del ringraziamento insieme, quando, nel tardo pomeriggio, le loro figlie più piccole, spariscono. I rispettivi figli maggiori delle due famiglie diranno di aver visto uno strano camper girare nella zona e quindi si pensa subito al rapimento. La polizia che porta avanti le indagini, affida il caso al detective Loki (Jake Gyllenhaal) che fermerà il conducente del camper, ma verrà rilasciato in assenza di prove. Keller Dover (Hugh Jackman) è convinto che il ragazzo fermato sia il vero responsabile e insieme al suo amico con cui divide il dolore del rapimento delle figlie (Terrence Howard) rapiranno il ragazzo per torturarlo, finchè non gli rivelerà dove tiene prigioniere le figlie dei due uomini. Dall’altra parte, il detective Loki porta avanti la propria indagine e verrà a scoprire che in quella cittadina, molti hanno dei segreti che hanno cercato di non rivelare per anni, ma la vicenda delle bambine rapite, porterà a galla tutto il marcio dei cittadini, finchè le due storie non si incrocieranno per lo scontro emotivo finale tra Keller Dover e il detective Loki.

Partito in sordina negli Stati Uniti, nel corso di poche settimane, grazie al passaparola, il film è diventato un caso di critica ottima e di incassi altissimi al botteghino, cosa che ha portato subito il film oltre gli States, per una distribuzione mondiale.

Villeneuve, riesce a dipingere i nostri due protagonisti in un modo magistrale: Keller Dover (Hugh Jackman) uomo duro, pieno di rabbia, cresciuto con la dottrina del pugno di ferro dal padre, non accetta debolezze e quando la polizia non riesce nella missione di ritrovare le bambine, decide di farsi vendetta da solo.
Il detective Loki (Jake Gyllenhaal) è forse il personaggio più bello di tutto il film: poliziotto duro, fermo nelle sue convinzioni di cui sappiamo poco e continueremo a sapere pochissimo, sappiamo che è una persona triste, forse con un passato doloroso alle spalle, che si immerge nel lavoro, forse per evitare di avere una propria vita al di fuori della stazione di polizia, che si vede è emotivamente compromesso in questo caso, ma non sapremo mai il perchè, cosa che lo rende il personaggio più bello e poetico di tutta la pellicola.

Escludendo la perfezione del lato tecnico (regia, montaggio, fotografia e sonoro a livelli altissimi) la cosa che colpisce di più di questo film è la narrazione iconica che permea l’intera opera: come riporta il titolo del film, Prisoners, prigionieri, questo non è riferito solo alle bambine, ma a tutti i protagonisti del film:
Keller Dover è prigioniero di regole ferree che deve applicare perchè ha promesso alla moglie di ritrovare la bambina, il detective Loki è prigioniero di un dolore che ha imparato a insabbiare pensando sempre e solo al lavoro e come tutti gli altri protagonisti, prigionieri di qualcosa, sono tutti lo specchio di una società americana che negli ultimi anni è smarrita, una società che nella disperazione chiede l’aiuto religioso, una società che non crede nelle istituzioni e si ritrova a dover agire da sola, abbandonata da tutto e tutti.

Il film è secco, diretto, freddo, cattivo. Non c’è la speranza della vita, ma una chiara presenza della morte dietro ogni angolo, la pioggia costante, cade sulle teste dei nostri protagonisti, insiste, come loro insistono nella loro battaglia contro qualcosa più grande di loro.

Nonostante la durata del film (2 ore e 20 minuti circa), tutto scivola facilmente. La sceneggiatura ci accompagna dolcemente all’interno di questo labirinto e sulla porta ci lascia, scivoliamo dentro e cerchiamo la soluzione insieme ai nostri protagonisti, cercando la chiave per liberarci e poter uscire da questo labirinto.

Da applausi il finale. Gli ultimi tre minuti, con un paio di suoni e un’inquadratura fissa sul detective Loki, ci fa capire che tutta la rabbia espressa e raccontata nel film, tutta la pioggia e tutto quel grigio è servito a confezionare forse uno dei più bei film di questo 2013.

Voto finale: 8,5/10

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